martedì 17 agosto 2010

Motivazione versus demotivazione - Ossia: preferire una Fiat a una Ferrari


“Sono demotivato”, “il mio capo mi demotiva”: frasi che si sente ripetere spesso, sempre più spesso, in questi ultimi tempi.
Un risorsa motivata significa una risorsa di qualità, pronta a dare il meglio. Pronta a impegnarsi senza risparmio, creativa, portatrice di innovazione e di valore.
Quindi sembrerebbe ovvio che motivare le persone sia una scelta SEMPRE preferibile. Che si tratti di una scelta vantaggiosa.
Ma è proprio vero?
Forse no.
Una risorsa motivata significa una PERSONA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE. Una persona in grado di decidere e valutare autonomamente (e di assumersi le responsabilità delle sue decisioni e delle sue valutazioni).
Una persona che impone sfide audaci all’organizzazione per la quale lavora e a coloro che sono chiamati a dirigerla.
Siamo sicuri che oggi le strutture lavorative abbiano bisogno di queste risorse?
Forse no. Forse non sempre.
Forse oggi si preferisce disporre di risorse demotivate, meno creative, più deboli, dunque più ricattabili. E quindi anche più gestibili (nel breve termine, beninteso).
Il meccanismo SISTEMATICO della demotivazione è una strategia praticata più o meno consapevolmente in modo sempre più diffuso e pervasivo.
Una delle sue facce è il mobbing, un tema troppo ampio e drammatico perché si possa esaurire in questa breve nota (ma ne riparleremo).
Una risorsa umana motivata è come una Ferrari: auto dalle alte prestazioni, che trasmette forti emozioni. Che può garantire risultati, in termini di performance, fuori dal consueto. Ma una Ferrari occorre saperla pilotare. E, naturalmente, essere pronti a gestirne i maggiori costi.
Non tutti ne sono capaci. Non tutti sanno gestire 500 e passa cavalli, accelerazioni fulminee e prestazioni esaltanti.
Una Ferrari, a non saperla guidare, ti porta fuori strada (per tacer dei costi di gestione, ovviamente).
Una risorsa umana demotivata è invece come una Fiat: ti porta in giro onestamente, senza emozioni. Ha una gestione economica. Ci metti benzina, olio, fai i tagliandi e ci cammini.
Tutti (quasi tutti) sanno guidare una Fiat. E a bordo della loro Fiat percorrono, giorno dopo giorno, i loro percorsi quotidiani. Senza emozioni, ma anche senza sfide e senza incertezze.
Molti – forse - preferiscono risorse demotivate, per le stesse ragioni che inducono a preferire un’affidabile Fiat a un’emozionante Ferrari.
Preferiscono avere sotto il piede 70 tranquilli ed economici cavalli, piuttosto che 500 e passa cavalli da gestire impegnativamente.
Ferrari versus Fiat, insomma. Spesso la bilancia pende verso la Fiat.
Alla lunga – FORSE – è uno spreco. Ma a breve termine è pur sempre una strategia. Sicuramente furba, non so quanto intelligente.
(p. s. : forse ho usato troppo spesso l’avverbio “forse”. Forse è per non turbare gli spiriti troppo sensibili)

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