lunedì 4 ottobre 2010

James Bond and The Beatles: 50 anni di feeling



5 ottobre 1962: esce sugli schermi “Dr No”, Licenza di uccidere. E’ il primo capitolo della saga cinematografica di 007,  è l’inizio del mito di Sean Connery.

5 ottobre 1962: esce in Inghilterra il primo 45 giri ufficiale dei Beatles, “Love me do”. E’ l’inizio di una leggenda, nella storia della musica e del costume, del Ventesimo secolo.

In un solo giorno la Gran Bretagna regala al mondo due icone della cultura popolare.
Due icone che viaggeranno spesso insieme. Due leggende.
Ma che cosa hanno in comune un gruppo musicale e l’Agente-segreto-meno-segreto-del-mondo?

Molto più di quanto si possa pensare.

Le curiosità non mancano. Basta ripercorrere la storia dei Beatles e la saga di James Bond per scoprirle.

Nel terzo film della serie dedicata a 007, “Goldfinger”, James Bond dice che “ci sono cose che assolutamente non si fanno, come bere champagne Dom Perignon a una temperatura superiore ai 4 gradi centigradi. Sarebbe come ascoltare i Beatles – aggiunge – senza i tappi nelle orecchie”…
... e un anno dopo il secondo film con i Beatles -  “Help” - è pieno di allusioni alle spy stories e prese in giro del mito bondiano.
Non basta: in alcuni paesi il brano che dà il titolo al film esce addirittura in una versione il cui incipit non è altro che il celeberrimo “James Bond Theme”, da quasi cinquant’anni refrain di attacco di tutte le pellicole ispirate all’agente creato da Ian Fleming.

Gli anni passano e nel 1974 Paul McCartney, ormai ex-beatle, sarà l’autore e l’interprete di “Live and let die”, colonna sonora dell’omonimo film bondiano interpretato da Roger Moore. 
La “pax musicale” tra 007 e i Beatles è fatta.

E a suggellare questa pace giunge anche un matrimonio: nel 1981 Ringo Starr sposa un’ex Bond-girl, Barbara Bach, che interpreta il ruolo dell’agente sovietico Anya Amasova nel film “The spy who loved me” (La spia che mi amava), uscito nel 1977.

Si può ancora aggiungere che il James Bond dello schermo viaggia spesso in Aston Martin (nei romanzi la sua vettura personale è una Bentley), auto amata anche da Paul McCartney negli anni Sessanta.
E proprio al volante di un’Aston Martin Paul McCartney ebbe un leggero incidente d’auto da cui uscì solo con un incisivo rotto. Ma l'episodio alimentò una delle più inquietanti leggende metropolitane del Novecento: quella secondo cui il bello dei Beatles sarebbe morto nel 1967 e che il suo posto sarebbe stato preso da un sosia (incredibilmente dotato del suo stesso talento…).
Il marchio Aston Martin, insomma, unisce Bond e i Fab Four … e non dimentichiamo che un certo Martin, George Martin, celeberrimo produttore discografico britannico, è stato determinante per il successo dei Beatles. (spesso è stato chiamato il “quinto beatle”).

… ancora un attimo: 
non solo McCartney è stato creduto morto, ma anche James Bond!
Accade nel romanzo You Only Live Twice (Si vive solo due volte): 007 è dato per defunto dopo una rischiosa missione in Giappone e ben due pagine del libro sono dedicate all’immaginario necrologio del Comandante Bond apparso sul Times.
Un necrologio in cui Ian Fleming si diverte con strizzatine d’occhio dedicate ai lettori più affezionati, affermando che alle vicende del Comandante Bond sono stati ispirati anche alcuni romanzi “molto popolari scritti (…) da un suo amico ed ex collega. Se la qualità di quei libri, o il loro grado di veridicità si fossero avvicinati alla realtà, l’autore sarebbe stato certamente processato per violazione della Legge sui Segreti di Stato. Il fatto che – conclude Fleming - non si sia ancora preso alcun provvedimento contro l’autore e l’editore di queste fantasticherie e delle romanzesche contraffazioni degli episodi della carriera di un valoroso impiegato del Governo, è la prova dello spregio (!) in cui sono tenuti tali romanzi”. Nientemeno.

James Bond 007, lo spietato e freddo agente “al servizio di sua Maestà” nato dalla fantasia di Fleming, probabilmente non avrebbe mai ascoltato i Beatles (il Bond dei romanzi – che io prediligo – è tutt’altra cosa rispetto al suo alter ego di celluloide, ben più frivolo e assai meno drammatico) , ma resta il fatto che la leggenda dell’Agente-segreto-meno-segreto-del-mondo ha spesso incrociato quella dei Favolosi Quattro in un intrigante cross-over…   (... e non finisce qui)

2 commenti:

  1. ...evviva! stasera sarò in provincia di Bari per parlare dei Beatles con il Rotary Club di Rutigliano e citerò la coincidenza Beatles/Bond del 5 ottobre 1962 [che propro recentemente ho trattato sulle pagine di Mr. Bond!]
    Ottimo blog, w Giovanni!

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  2. Caro Giovanni,

    Questo tuo primo post dà fuoco alle polveri della mia sempiterna passione per gli Anni 60: musica, moda, cinema, tv. Bond & Beatles in prima linea!!! ;-)

    Giuseppe "Steve Van Drake" Cozzolino

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