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martedì 7 giugno 2011

Dello scrivere, un work in progress / aggiornamento

Sulla rete ho trovato questo:

Come scrivere bene (di Umberto Eco)

A questo punto, per una volta, lascio parlare altri, visto che di questi suggerimenti condivido quasi tutto (in particolare il punto 3) e che mi piace il modo con cui Eco si prende in giro (e prende in giro il lettore).


  1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
  2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
  3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
  4. Esprimiti siccome ti nutri.
  5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
  6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
  7. Stai attento a non fare... indigestione di puntini di sospensione.
  8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
  9. Non generalizzare mai.
  10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
  11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”
  12. I paragoni sono come le frasi fatte.
  13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile diqualcosa che il lettore ha già capito).
  14. Solo gli stronzi usano parole volgari.
  15. Sii sempre più o meno specifico.
  16. L'iperboleè la più straordinaria delle tecniche espressive.
  17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
  18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
  19. Metti, le virgole, al posto giusto.
  20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
  21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso e! tacòn del buso.
  22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
  23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?
  24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
  25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
  26. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
  27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
  28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
  29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
  30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo,l’autore del 5 maggio.
  31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
  32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.
  33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
  34. Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve.
  35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
  36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
  37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
  38. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competente cognitive del destinatario.
  39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
  40. Una frase compiuta deve avere.

giovedì 2 giugno 2011

I piatti quadrati e la (dimenticata) lezione di Bruno Munari

Sempre più spesso nei cosiddetti ristoranti "di tendenza" capita di essere serviti in piatti quadrati o, addirittura, rettangolari (e qualche volta triangolari). 
E ti mettono davanti micro porzioni, decorate con grafismi che vorrebbero essere originali e che già stanno diventando banalità...
Ma questo è un altro discorso. Ora torniamo ai piatti quadrati o, addirittura, rettangolari.
Questo tipo di piatto ha, forse, un solo vantaggio: è più agevole da riporre. 
Bruno Munari
Per il resto il piatto ad angoli retti trasforma la tavola in una composizione zen che a me non comunica affatto il calore e il piacere del convivio. 
E ripenso a una cosa che scriveva Bruno Munari tanto tempo fa, in uno dei suoi amabili saggi sul design (non ricordo quale). Il piatto, diceva Munari (cito a memoria, ma il concetto è quello), è tondo e quindi non può essere "messo in disordine". Conunque lo metti sulla tavola sta sempre a posto. Invece un piatto squadrato, se non lo metti con il bordo parallelo alla tavola, comunica sempre un senso di disordine. Pensàteci. E ci pensino soprattutto i gestori di certi ristoranti "di tendenza".

lunedì 18 aprile 2011

Buona Pasqua da Giovanni Capozzi


E' iniziata la settimana santa. Ieri, a messa, ho assistito al consueto scannatoio per accaparrarsi quanti più rametti possibili di ulivo benedetto. Più tardi ho visto due automobilisti, reduci dalla sacra funzione (esibivano rametti sui cruscotti delle rispettive auto) darsele di santa ragione per una sciocchezza. Croce scriveva: "Perché non possiamo non dirci cristiani". Personalmente credo di sapere perché non possiamo dirci cristiani.
Quando ho raccontato questo episodio via social network un’amica ha commentato:
“Siamo un popolo pieno di contraddizioni e .....! Vorrei tanto poter fuggire da questo paese meraviglioso ma abitato da tanti incivili”.
La mia replica: “Non è soltanto un problema di un paese "abitato da tanti incivili". In realtà l'uomo è un animale predatore. Ancestralmente predatore. E spesso basta un nonnulla per azzerare millenni di civilizzazione per far nuovamente emergere il predatore silente in ciascuno di noi. Per questo motivo non ho fiducia nell'uomo. Perciò sono scettico quando si parla di bontà innata dell'uomo. Non ho fiducia nell'homo sapiens-sapiens, a cominciare da me stesso”.
E con queste rasserenanti considerazioni, Giovanni Capozzi vi augura Buona Pasqua.

martedì 25 gennaio 2011

Craxi: piaccia o meno fu un vero Statista


Ho rivisto ieri una puntata di "La Storia siamo Noi" dedicata a Bettino Craxi. Piaccia o no, il leader socialista è stato uno dei pochi veri statisti italiani del dopoguerra. 
Su di lui grava, innegabilmente, la colpa di aver dato le ali a Berlusconi, ma anche il grande merito di aver saputo tener testa agli statunitensi, nella vicenda di Sigonella. 
Ho sempre apprezzato il suo realismo. 
La politica, ne sono convinto anch'io, è materia da uomini, non da angeli. Dunque non può essere angelica: chi lo pensa è uno sciocco o un ipocrita. 
La politica tutt'al più è il regno del possibile. Piaccia o no.

mercoledì 12 gennaio 2011

Le teorie la gente e la prassi

Non sono del tutto contrario alle teorie. 
Ma sono del tutto contrario alla gente che ha bisogno di nascondersi dietro una teoria.

venerdì 17 dicembre 2010

ULTIME NOTIZIE DALLA STAMPA COMUNISTA

The New York Times  - "Berlusconi si aggrappa al potere con le unghie ma la grande sconfitta è l’Italia".
Financial Times - "Berlusconi si è aggrappato al voto di fiducia ma ora è un leader fortemente indebolito".

Un saluto fraterno ai compagni di queste due gloriose testate della sinistra estrema. 

mercoledì 8 dicembre 2010

Proposte di nuovi comandi per Facebook

 ...quasi in tempo reale un franco e creativo scambio di battute (grazie alla mia amica Emy per lo stimolante tema proposto).
 Emy scrive:
A volte vorrei che esistesse il "Non mi piace". Quanti click metterei! Specialmente a chi freme per un "Mi piace" a tutti i costi.
49 minuti fa · ·
  • Ti piace.
    • Micky Ansel io abolirei ambedue. solo commenti, nel caso.
      20 minuti fa ·
    • Emy Canale Io sono per il pluralismo. :) Aggiungerei anche l'opzione "E chi s'an fott'?"
      17 minuti fa · · 1 personaCaricamento in corso...
    • Giovanni Capozzi Condivido, Emy, condivido. In più ci vorrebbero i tasti del tipo: "sei squallido/a", "è una cazzata", "fai schifo" e "impìccati". :-D
      16 minuti fa · · 1 personaCaricamento in corso...
    • Emy Canale Buongiorno, Giovanni! Great minds think alike, chettedevodì? Opzioni approvate! :)
      15 minuti fa ·
    • Emy Canale E rilancio con i seguenti pulsanti-verità: "Rileggiti", "Sei noioso/a", "Piantala di fare autopromozione" e "Impara l'italiano".
      6 minuti fa · · 1 personaCaricamento in corso...
    • Giovanni Capozzi ‎... non male anche "impara l'educazione", "cerca di maturare" e "non rubare i pensieri che non sei capace di produrre".
      3 minuti fa ·
    • Emy Canale Oh yeah.
      2 minuti fa ·